Croce di Mastro Guglielmo

Nel 1138 un pittore di nome Guglielmo, del quale non conosciamo altre opere, sottoscrisse la croce dipinta che dall’inizio del secolo XVII è collocata nella cappella posta a capo della navata sinistra della cattedrale di Santa Maria Assunta di Sarzana.

 

Secondo l’autorevole testimonianza di Ippolito Landinelli, che per primo lesse e trascrisse l’iscrizione posta al di sopra della testa del Cristo, la croce proviene dalla pieve di Sant’Andrea, ove qualificava l’iconostasi che separava la navata dalla zona riservata al clero. Essa è formata da un supporto ligneo di castagno sul quale è applicata una tela di lino destinata a ricevere il disegno preparatorio, ben leggibile in sede radiografica, e poi il colore. Il retro della croce era protetto e qualificato da una stesura bianca della quale restano tracce significative.

 

La croce di Sarzana, detta anche Croce di Mastro Guglielmo, è strettamente legata ad un gruppo di croci lucchesi e lucchese dovette essere (per formazione, se non per nascita) il suo autore, il quale dichiara orgogliosamente di essere l’autore dei metra (neutro plurale di metron; si tratta di un grecismo) che accompagnano gli episodi raffigurati nel tabellone ed ispirati alla Passione.

 

Agli inizi del secolo XIV, la figura del Cristo venne parzialmente ridipinta, previa applicazione di una nuova tela e di un nuovo strato preparatorio; probabilmente, fu necessario procedere a questa ridipintura per i danni subiti dalla pellicola pittorica in corrispondenza dell’inserimento delle assi orizzontali nel corpo verticale, uno dei punti deboli, dal punto di vista statico, della carpenteria della croce, come è stato possibile verificare nel corso del lungo e complesso intervento di restauro realizzato fra il 1991 e il 1998 presso l’Opificio delle Pietre Dure di Firenze.

Testo Piero Donati

Dal 2018 è fruibile – grazie al sostegno della Fondazione Carispezia – un totem multimediale che consente attraverso immagini e testi realizzati ad hoc di ammirare nel dettaglio il più antico esempio di croce dipinta datato e firmato, comprenderne il significato religioso e apprezzarne la rilevanza storica e il valore artistico.

 

La consultazione del nuovo totem permette, inoltre, di acquisire informazioni generali anche sugli altri tesori artistici custoditi dalla Cattedrale e sul patrimonio d’arte conservato nel vicino Museo Diocesano.